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Cos’è Adobe Lightroom?8 minuti di lettura

Lightroom è un’applicazione software realizzata da Adobe che permette a chi fotografa di gestire le proprie foto e video oltre ad offrire una collezione di utili strumenti per il fotoritocco e l’editing dei propri scatti. È diffusissimo, non solo per la garanzia del marchio Adobe, ma soprattutto perché risolve un problema fondamentale per chi ha accumulato una discreta quantità di fotografie digitali: fornisce una soluzione unica per la gestione delle immagini, supportandone il workflow di sviluppo dal principio alla fine, con eleganza e semplicità.

In questo primo tutorial introdurremo le basi di Adobe Lightroom e, in quelli che seguiranno, approfondiremo qualche funzionalità avanzata di questo stupendo strumento di lavoro (magari ci scappa anche qualche video tutorial!).

La caratteristica principale di Lightroom è il supporto non-distruttivo e non-lineare all’elaborazione di immagini in formato RAW (ma anche PNG, TIFF, PSD, ecc.).
Se ti stai già chiedendo cosa vogliamo dire con “non-distruttivo” e “non-lineare”..un po’ di pazienza (oppure saltate a questo tutorial).

RAW, immagini e metadati

Da principio, l’uso di formati file così differenti può risultare fuorviante. La maggior parte delle moderne macchine digitali (DSLR, mirrorless, bridge, compatte, ecc.) è in grado, oggi, di supportare la memorizzazione in formato RAW e JPEG (o JPG). Il formato JPEG è un formato immagine che potremmo definire “finale”: il colore, il contrasto, la saturazione e numerosi altri elementi della foto, vengono definiti al momento dello scatto e fissati all’atto del salvataggio come JPEG, già all’interno della fotocamera, senza possibilità di intervento esterno.
Questo non significa che l’immagine non possa essere ulteriormente elaborata in un momento successivo, ma solamente che il lavoro che si può fare su un’immagine JPEG rispetto a quello che si può fare su un’immagine RAW è certamente più limitato.

Il formato RAW, infatti, è estremamente flessibile, poiché rappresenta una collezione di dati sul momento dello scatto: all’interno di un file RAW, di fatto, l’immagine non è ancora stata creata. La sfida, in questo caso, è rappresentata dalla lettura di queste informazioni e dall’elaborazione delle stesse. Seppure questo compito venga delegato a Camera Raw, una componente comune a più prodotti Adobe, agli occhi dell’utente Lightroom risulta perfettamente in grado di leggere una qualsiasi delle centinaia di codifiche del formato RAW ed importare lo scatto nella libreria.

In ambedue i casi, Lightroom è in grado di tenere ben separati i file importati, ovvero gli scatti originali e le successive modifiche che l’utente apporta. Per riuscire a garantire la reversibilità delle operazioni (o un’elaborazione “non-distruttiva“), senza intaccare il file originale, Lightroom mantiene un catalogo di metadati, in cui colleziona in maniera certosina qualsiasi tipo di modifica, in qualsiasi momento (o in modo “non-lineare“). Ciò che verrà visualizzato, all’interno di Lightroom, perciò, non sarà mai l’immagine originale, ma un’anteprima generata dallo stesso Lightroom sulla base delle impostazioni di default o delle modifiche successive ad essa apportate dall’utente.

I moduli di Adobe Lightroom

L’area di lavoro, all’interno di Lightroom è suddivisa in ambienti separati, detti anche moduli, che raccolgono in un’interfaccia estremamente semplice tutti gli strumenti necessari ad ogni fase del lavoro. Questo non significa che per ciascuna foto dovrai utilizzare necessariamente ogni modulo, ma semplicemente, che hai a tua disposizione un’ampia scelta di possibilità di lavoro.

Libreria

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Una vista del modulo Libreria, vengono mostrate le cartelle ed i file contenuti in ciascuna di esse

La Libreria è il cuore di Lightroom che è, di fatto, un database ottimizzato per la gestione di immagini e video e per le modifiche ad essi apportate. Il sistema di archiviazione, utilizzato da Lightroom prevede la memorizzazione dei percorsi, fisici su hard-disk o di rete su periferiche esterne, in cui risiedono le singole immagini, senza copiare alcun file reale in directory riservate e non liberamente accessibili. A tal proposito Lightroom prevede, infatti, l’importazione dei nostri file, ovvero se vogliamo che ci permetta di lavorare sui nostri file ha necessità di sapere in quale percorso li abbiamo salvati.

Il modulo Libreria, oltre a permettere l’organizzazione e la catalogazione di foto e provini, fornisce una notevole quantità di informazioni relative a ciascuno scatto: corpo macchina utilizzato, tipologia di obiettivo, lunghezza focale, f-stop, ISO, eventuale geolocalizzazione..e potremmo andare avanti per ore!
Ma non finisce qui. Possiamo arricchire ulteriormente il file con i cosiddetti metadati, ovvero informazioni non collezionate (né collezionabili) dalla macchina al momento dello scatto bensì aggiunte manualmente dall’utente. È il caso delle parole chiave, semplici tag che possiamo utilizzare per descrivere il contesto dello scatto oppure per catalogare la foto all’interno di una precisa tassonomia.

Sviluppo

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In Sviluppo, gli strumenti delle barre laterali ci consentono di lavorare a livello globale o locale, su piccole porzioni di una stessa foto

Questa è la tela su cui ti troverai più spesso a lavorare per migliorare l’immagine originale. Parliamo esplicitamente di miglioramento o post-produzione e non di fotoritocco distruttivo, riferendoci a Lightroom, per distinguere la capacità di apportare modifiche senza eliminare alcuna informazione relativa all’immagine contenuta nel file originale (replicare oggetti di sfondo, farli sparire, cambiare sfondi, ecc.). Funzionalità di questo tipo, più avanzate, sono proprie di programmi di fotoritocco e manipolazione, come Adobe Photoshop, “fratello maggiore” di Lightroom.

Gli strumenti di regolazione, presenti nella pannello destro del modulo Sviluppo ti consentono di lavorare sull’immagine digitale come si farebbe in camera oscura, supportando la maggior parte dei comuni formati: RAW, JPEG, TIFF, DNG. Una ricca collezione di attrezzi del mestiere ti permette di abbandonarvi alla creatività più sfrenata, lavorando sia a livello globale, ovvero sull’intera immagine, che locale, ovvero su una porzione della singola foto, novità recentemente introdotta da Lightroom 5.

Mappa

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Il modulo Mappa e la visualizzazione georeferenziata attraverso il servizio Google Maps

Un diverso colpo d’occhio, per lavorare sulle tue foto geolocalizzandole, potrai averlo dal modulo Mappa. Esattamente come espresso dal nome, infatti, puoi trascinare e posizionare le foto scattate su una comoda mappa. Lightroom si preoccuperà di aggiungere le informazioni relative alla posizione (longitudine e latitudine) nei metadati della foto. Se siete tra i fortunati possessori di un dispositivo GPS esterno o di un corpo macchina con GPS integrato, Lightroom si limiterà a leggere le informazioni presenti nel file e a visualizzarle in relazione alla mappa Google, al centro della schermata.

Nell’ultima versione è presente anche il supporto GPX, relativo al tracciamento di un intero percorso, utile, nel caso amiate la fotografia paesaggistica o, più in generale, naturalistica e non vogliate perdere dettagli utili nel corso del tempo.

Libro

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Impagina, ordina via internet e stampa su carta di buona qualità, con Blurb ed il modulo Libro

Adobe, spesso attenta allo sviluppo digitale della fotografia ed anche ai suoi aspetti più commerciali, ha stretto una partnership con il servizio Blurb, per la stampa diretta di fotolibri ed e-book. I vantaggi di poter impaginare e comporre una pubblicazione direttamente in Lightroom diventano evidenti in caso di ripetute modifiche e aggiustamenti alle foto da mandare in stampa. Il modulo Libro, infatti, riflette in maniera impeccabile ogni modifica apportata alle foto che compongono la pubblicazione, riducendo e alleggerendo sensibilmente il numero di passaggi richiesti per l’invio in stampa.

I modelli d’impaginazione non sono molti, ma più che sufficienti a soddisfare la maggior parte delle necessità. Non è comunque necessario finalizzare la pubblicazione con una stampa reale, è possibile anche esportare la propria creazione in formato PDF e JPEG per una rapida visualizzazione.

Presentazione

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Uno strumento facile e veloce per creare una rapida presentazione

Se stai cercando una comoda scappatoia per presentare le tue foto ad una platea, senza impazzire con software dedicati o pacchetti di office automation, puoi contare sul modulo Presentazione. Ricorrere ad altri prodotti software significa, spesso, litigare con il posizionamento e le dimensioni delle immagini, ma in questo Lightroom ti viene in soccorso, con uno strumento semplice, capace di gestire foto, video e anche sottofondi musicali.

Stampa

Il modulo Stampa è estremamente semplice e ti mette nelle condizioni di trasporre su carta fotografica una o più foto senza patemi d’animo o incomprensioni con la tua stampante. Margini, bordi bianchi, filettature e proporzioni non saranno davvero più un problema. Perfino scegliere il formato della carta ti sembrerà una passeggiata.

Per chi possedesse una stampante della serie Canon PIXMA Professional Studio, inoltre, un ulteriore vantaggio: la perfetta integrazione con Canon Print Studio Pro, attraverso il comodo plug-in. Anche in questo caso, nessun problema a salvare tutto il lavoro fatto in formato JPEG e procedere, eventualmente, alla stampa grande formato dal tuo stampatore di fiducia.

Web

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Alcuni template base per la pubblicazione online delle foto in formato galleria

Nell’era di internet e del web 2.0 non poteva certamente mancare un modulo dedicato alla pubblicazione online delle foto. Senza pestare i piedi ai “cugini” della suite Adobe, come Muse Dreamweaver, prettamente dedicati allo sviluppo web, tramite il modulo Web è possibile scegliere tra alcuni (pochi a dire il vero) modelli di impaginazione, sia HTML che Flash, per una pronta pubblicazione online in formato galleria fotografica.

Scelte le foto ed il template, sarà Lightroom a generare tutto il set di file da caricare online per rendere accessibile la galleria appena creata. Sicuramente comodo, ma con l’avvento dei social network generalisti e specializzati, marginale.

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