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Foto poco nitide: 3 dritte per evitare che accada

Foto poco nitide? Questo è un problema. Bello grosso.
Effettivamente è il problema più fastidioso, ricorrente e subdolo che conosca. S’intrufola sempre a rovinare gli scatti migliori e arginarlo rappresenta un costante esercizio di pazienza e attenzione.

Per fortuna c’è una soluzione efficace anche a questo tarlo della moderna fotografia digitale: anzi, ce ne sono almeno 3.

Tempi di scatto troppo lenti

Ai bei vecchi tempi della pellicola, una regola molto diffusa predicava che per ottenere una foto perfettamente nitida, pur scattando a mano libera, la velocità dell’otturatore doveva essere almeno pari ad 1 / lunghezza focale utilizzata. Se fossi stato in procinto di scattare con un 100mm, quindi, avresti dovuto utilizzare una tempo di almeno 1/100: più realisticamente 1/125s.

Questa regola è ancora valida oggi, nel mondo della fotografia digitale, ma si è arricchita di qualche complicazione con l’introduzione di sistemi di stabilizzazione, sensori più piccoli del full-frame e fattori di ingrandimento.

Se stai fotografando un soggetto in movimento, dovrai sicuramente puntare su tempi veloci. Ma quanto dev’essere veloce un tempo veloce per essere abbastanza veloce (da assicurarti un buon risultato)?

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Il bradipo la sa lunga…

Per risponderti, qualche dritta con esempio:

  • 1/60s può andar bene per una persona ferma in posa, che vi abbozza un sorriso
  • 1/125s magari lo potresti azzardare se il soggetto cammina o si muove in maniera naturale
  • 1/500s se il soggetto sta giocando a calcio, correndo o è semplicemente un bimbo vivace
  • 1/4000s e forse più, se vorrai fermare il momento ed il soggetto inizia ad andare forte, come un’auto o una moto che procedono spedite
  • 1/8000s in caso di rapaci in picchiata o aeroplani

Ovviamente, non dimenticare di compensare la riduzione di esposizione data dai tempi veloci, con un’adeguata scelta del migliore valore ISO possibile.

Profondità di campo troppo ridotta

Con rare eccezioni, dettate più dalle necessità creative che da altro, se stai fotografando un paesaggio o una scena molto ampia, vuoi che tutta l’immagine sia perfettamente nitida, dal primissimo piano al punto più distante dello sfondo. Risultato che puoi ottenere facilmente, chiudendo il diaframma fino a valori molto ridotti (che sono quelli indicati da numeri più grandi al denominatore, come ad esempio f/22) per avere una massima profondità di campo.

Ma c’è un compromesso tra apertura del diaframma e nitidezza. È determinante, infatti, la distorsione che subiscono i raggi luminosi attraversando le lamelle del diaframma e che impedisce loro di raggiungere il sensore mantenendo la messa a fuoco: la diffrazione ha l’effetto di ammorbidire i dettagli ed i contorni delle immagini. Piuttosto che portare il diaframma al valore minimo possibile, perciò, meglio aprirlo di uno o due stop.

Attento a non utilizzare un’apertura eccessiva del diaframma, riducendo talmente la profondità di campo da rischiare di far finire il soggetto in un’area fuori fuoco, per un minimo movimento.

Eccessive vibrazioni

Quando non puoi utilizzare tempi sufficientemente veloci né vuoi aumentare inutilmente gli ISO per garantirti una maggiore esposizione, non rimane che passare al supporto di un cavalletto. Ma non tutti i cavalletti nascono uguali.
Quelli disponibili a buon mercato sono, solitamente, anche abbastanza leggeri e non offrono grosse garanzie sulla stabilità di macchina e ottiche che pesano più dello stesso cavalletto. Potresti pensare di aggiungere un monopiede, in caso di teleobiettivi, solo per bilanciare correttamente il peso.

Ma anche se tutta l’ensemble fosse ferma al proprio posto, questo non vorrebbe necessariamente dire che la macchina sia salva da micro-movimenti che hanno comunque un effetto deleterio sul risultato finale: dalla pressione del pulsante di scatto ai movimenti delle lenti preposte alla stabilizzazione, passando per lo slap dello specchio che si alza prima dello scatto.

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Ecco…NON fatelo!

Quindi, quando la macchina è sul cavalletto:

  • disabilita la stabilizzazione, se il tuo obiettivo la prevede
  • metti a fuoco e alza lo specchio (al limite utilizza il live view per continuare a verificare la messa a fuoco)
  • utilizza un telecomando, meglio se a infrarossi o wireless (l’app dedicata sul tuo smartphone, per esempio) piuttosto che su cavo

E ricordati di non esagerare con il caffè o l’alcool se vuoi mantenere la mano ferma!

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